Un Futuro per il Passato

Storia e miseria dell’archeologia urbana

Il Prof. Mario Tonelli, rimane bloccato in autostrada a causa di un incidente e non arriva alla conferenza.

Federico Martino apre i lavori e conduce il dibattito coinvolgendo il Soprintendente …, … ed altri numerosi partecipanti.
Il dibattito si é imperniato sulla necessità che a Messina venga stimolata la sensibilità verso l’archeologia urbana che è tutt’altro che carente e sulla opportunità di creare un museo archeologico Messinese.

Italia Nostra Messina insieme a Lunaria

La nostra città percorsa guardata e immaginata

 

 

IN Messina insieme a Lunaria per un bel progetto didattico che coniuga l'Educazione al Patrimonio e la magia del Teatro dei burattini rivolto alle scuole secondarie di primo grado di Messina.
Protagonisti gli studenti della  "Boer-Verona Trento" di Messina

Il progetto intende far scoprire o riscoprire ai ragazzi la bellezza del centro storico di Messina e il fascino del teatro dei burattini, un teatro antico e popolare che interpreta con sensibilità contemporanea storie e favole del nostro territorio.
L’iniziativa si articola in tre proposte ispirate ai programmi di studio di ciascuna delle tre classi.

• “La magia di Messina”, dedicata agli studenti delle quinte classi di scuola primaria e delle prime classi della scuola secondaria
• “Nel Mediterraneo – l’identità mediterranea di Messina”, dedicata agli studenti delle seconde classi della scuola secondaria
• “Percorsi dell’immaginario – il teatro e la pittura”, dedicata agli studenti delle terze classi della scuola secondaria.

 

Articolo pubblicato dalla Gazzetta del Sud il 13 febbraio 2020

Festa della vendemmia al Forte San Jachiddu

Venerdi 11 ottobre 2019
Riservato alle scuole elementari e medie. “Dimostrazioni pratiche della vendemmia: l’uva, la pigiatura,
il mosto e la fermentazione” a cura del prof. Moleti e degli studenti dell’lstituto San Placido Calonero’ di
Messina.
Visita guidata al parco ecologico e agli animal del parco a cura degli Amici del Fortino.

Esposizioni, allestimenti e proiezioni
“II paesaggio terrazzato messinese” a cure di Italia Nostra di Messina .
“Messina e Ie sue Colline. II valore della terra”, film-documentario a cure di Italia
Nostra Messina, Legambiente e SISUS-Societ8 Italians Scienze Umane e Sociali.

Paesaggi sensibili – La Valle dei Mulini

Dal 12 ottobre 2019 “Paesaggi fluviali, lacustre e zone umide” – VII Campagna Nazionale dei Paesaggi Sensibili di Italia Nostra Prende l’avvio la nuova edizione della “Campagna dei Paesaggi Sensibili di Italia Nostra” nata per sensibilizzare i cittadini sul valore del Paesaggio. Quest’anno la campagna è dedicata ai paesaggi “d’acqua”. Sarà una settimana ricca di eventi organizzati dalle nostre Sezioni e Consigli regionali in tutta Italia.   Passeggiata guidata da Nino Bebba alla scoperta della Valle dei Mulini di San Filippo Superiore e dell'Ecomuseo del grano.

La posizione di Italia Nostra sull’ abbattimento dei ruderi di Largo Avignone

I monumenti sono beni culturali definiti sulla base dell’articolo 2 del decreto legislativo del 22 gennaio 2001, n. 42 come “cose immobili e mobili che presentano interesse artistico, storico, archeologico, etnoantropologico, archivistico e bibliografico e le altre cose individuate dalla legge o in base alla legge quali testimonianze aventi valore di civiltà”. La loro conservazione è giustificata dall’unicità, dalla rarità e dal valore culturale che li caratterizzano. Tutela e cura sono principi basilari nei quali rientrano tutte le attività volte alla conservazione del patrimonio culturale. Mentre la tutela si occupa degli interventi straordinari da parte della pubblica amministrazione,comprese norme e divieti, autorizzazioni, nulla osta e sanzioni, la cura comprende invece tutte quelle azioni di natura ordinaria, che sono volte alla conservazione e al mantenimento dei beni culturali. L’unicità, la rarità e l’alto valore culturale si possono applicare, senza ombra di dubbio, ai pochi brani di tessuto urbano superstiti del terremoto del 28 dicembre 1908, che distrusse l’area dello Stretto e in particolare la nostra città di Messina; brani che testimoniano una città che ormai non è più – il piano Borzì ha cancellato completamente la città vecchia con tutti i suoi monumenti - e che hanno inoltre una forte valenza identitaria.

Abbiamo assistito negli ultimi decenni a un pervicace accanimento della speculazione immobiliare inteso alla cancellazione sistematica di queste importanti tracce del passato, anche di primo novecento, nella indifferenza dell’opinione pubblica o peggio nelle scelte politiche e urbanistiche degli enti locali e nella complicità di fatto degli organismi deputati alla tutela di questi beni. L’incuria voluta e la tattica di favorire il degrado (magari accompagnate da “manine” rimaste impunite che nottetempo o nei giorni festivi hanno fatto sparire pezzi di muri, cornici, archi ...) hanno segnato una strategia volta distruggere l’oggetto di tutela, magari dichiarandolo “pericolante” e così eliminare definitivamente l’ostacolo che si frapponeva alla realizzazione di brutti e anonimi palazzoni nel centro urbano e non solo.

Una politica che ha sempre permesso di costruire dovunque potevano ingrossarsi il profitto e la rendita, in maniera caotica senza alcun interesse per la salvaguardia delle zone panoramiche della città né, tanto meno di un assetto urbanistico che garantisse i servizi sociali.

Nel 1967 la legge n. 765 stabiliva il divieto di costruire in quei comuni in cui non fosse stato redatto il piano regolatore; ma la stessa legge concedeva un anno di proroga per la presentazione dei progetti. Fu proprio in quell’anno che la speculazione toccò il suo culmine, sicché nella sola estate del ’68 furono approvati oltre 300 progetti attraverso incredibili procedure (correva voce negli ambienti degli addetti ai lavori che nel fiume siano passati anche semplici schizzi e progetti retrodatati). Per molto tempo si è costruito con questi progetti fino alla saturazione di tutto il perimetro urbano. Questo è essenziale per capire perché è cominciato da tempo l’assalto alle aree in cui resisteva quel poco di memoria architettonica superstite esistente nel centro urbano.

Le recenti e passate demolizioni delle case settecentesche di Largo Avignone e del Tirone, e la distruzione della zona archeologica della cosiddetta villa Melania Pistunina ne sono gli esempi più eclatanti; ma con la stessa perversa logica sono stati cancellati brani significativi della Messina eclettica e liberty di primo novecento (palazzo e chiesa dei gesuiti, la chiesa di Maria Ausiliatrice con l’oratorio salesiano al torrente Boccetta, i teatri Peloro e Savoia, il palazzo dei “telamoni”, sopraelevazioni e superfetazioni più o meno abusive e via distruggendo). In questo contesto parte della stampa locale ha fatto da grancassa in sostegno dei palazzinari, salvo poi versare lacrime di coccodrillo sulla Messina di una volta, inventandosi una messinesità inesistente.

Dopo il ritiro dei due strumenti urbanistici la Variante di Salvaguardia nota come Salvacolline e il Nuovo Prg da parte della nuova Giunta, che ha cancellato cinque anni di programmazione urbanistica della precedente amministrazione Accorinti, si configura una pericolosa contingenza, simile negli effetti a quella del ’68, con l’aumento del pericolo per le zone a rischio idrogeologico e perché pone le basi per un nuovo “sacco” edilizio inutile e devastante. Inutile per una città con forte contrazione demografica e con un mercato immobiliare in caduta libera. Come ha scritto un periodico locale siamo in presenza di un altro tassello di “un puzzle che racconta una città in cui attraverso il cemento si sono stretti accordi alcuni dei quali finiti in grandi operazioni antimafia come Beta".

Cambiano gli attori ma il contesto rimane sempre uguale. Dietro queste operazioni la logica speculativa vince pervicacemente per la contiguità di quanti dovrebbero rappresentare le istituzioni e che sono il più delle volte corresponsabili o sfacciatamente complici. Non solo ma la sfrontatezza riguarda la capacità di “interpretare” le norme e di rendere possibile, in una città ricostruita dopo i terremoti del 1783 e del 1908 con la logica di altezze limitate (10-12,5 metri d’altezza dopo il terremoto del 1908 con il Piano Borzì), di arrivare ad edificare – come nel nostro caso - una decina di piani.

Che senso ha, in una città che conteneva le altezze per il rischio dei terremoti, sviluppare in altezza l’edificato collassando ancora di più il centro storico della Ricostruzione urbana? Quale visione d’insieme funziona per darle una possibilità di utilizzo e di riorganizzazione? Già a partire dagli anni ’50 del secolo scorso partiva la sopraelevazione della città post 1908 manifestando miopia e incapacità di gestione, ora il problema centrale è quello della conservazione del nostro patrimonio storico e architettonico che va in pezzi, certamente nessuno in una città sottoutilizzata data la rilevante presenza di immobili abbandonati sentiva il bisogno di un nuovo inno alla speculazione edilizia.

Il massimo dell’ipocrisia corrisponde poi alle dichiarazioni dei progettisti: «costruiremo la facciata settecentesca per anastilosi e costituirà il nuovo ingresso. Fino a prova contraria si chiama «anastilosi» il rimontaggio dei rocchi di un tempio classico con semplice riaccostamento delle parti trovate a terra. Chiamare «anastilosi» il recupero di alcune pietre di portali e finestre per produrre una “macedonia storico-evocativa” su una facciata di materiali contemporanei ci sembra proprio un grande bluff di dubbio gusto.
I materiali storici si conservano con i mezzi del restauro non si rimontano con la logica della citazione. Questo può forse piacere a chi vuole giocare con la storia ma è una scelta culturalmente inammissibile e assai rischiosa.
In questa città da molti anni le questioni, in particolare quella urbanistica e quella della conservazione del patrimonio culturale, sono trattate timidamente e con pannicelli caldi dimenticando la necessità di guardare con profondità, professionalità e concretezza al recupero del patrimonio urbano e culturale.

Fin quando non si acquisirà consapevolezza del fatto che occorre rideterminare e qualificare la città da lasciare a chi verrà dopo di noi non si modificherà la capacità di incidere sul reale. La questione delle fontane esplosa negli ultimi giorni, o quella dei resti della Cittadella vandalizzati da decenni, o quella del recupero della zona falcata e dell’intero misconosciuto patrimonio storico cittadino dimostra l’attualità di questi problemi e la necessità di guardare in grande.

Italia Nostra nel denunciare quest’ulteriore sfregio al nostro patrimonio storico architettonico, fa appello a tutte le forze ambientaliste, culturali, religiose, sindacali e politiche perché di concerto si pronuncino sull’argomento e impediscano ulteriori tragici sviluppi di questa incredibile vicenda.

Si fa promotrice di un convegno da tenersi nel prossimo autunno per avviare un pubblico dibattito su questi argomenti e prospettare ipotesi alternative al degrado e alla distruzione, per una svolta nella direzione della salvaguardia e della tutela dei beni storicoartistici, paesaggistici e architettonici.

 

Messina da salvare

Partendo dalla riscoperta del pensiero di Giorgio Bassani in occasione della ristampa dei suoi scritti nel volume “Italia da salvare Gli anni della Presidenza di Italia Nostra (1965-1980)”, la sezione messinese lancia la campagna Messina da Salvare.

Il nostro compito non si esaurisce nel salvare dall’abbandono e dal degrado monumenti antichi, bellezze naturali o opere dell’ingegno; Italia Nostra persegue un nuovo modello di sviluppo, fondato sulla valorizzazione dell’inestimabile patrimonio culturale e naturale italiano, capace di fornire risposte in termini di qualità del vivere e di occupazione.

Messina da Salvare

 

Rassegna Stampa

Il Cittadino: http://www.ilcittadinodimessina.it/news.asp?idz=20&idsz=0&idn=59287

Nuovo Soldo: https://www.nuovosoldo.it/2019/06/30/la-posizione-di-italia-nostra-sul-recente-abbattimento-dei-ruderi-di-largo-avignone/

Lettera Emme: http://www.letteraemme.it/2019/07/01/ruderi-di-largo-avignone-duro-intervento-di-italia-nostra-ulteriore-sfregio-al-nostro-patrimonio-storico-architettonico/

Messina Ora: http://www.messinaora.it/notizia/2019/07/01/scempio-largo-avignone-italia-nostra-assalto-alla-memoria-cominciato-tempo/119712

Il Carrettino delle Idee: in uscita

Italia Nostra nazionale: https://www.italianostra.org/la-posizione-di-italia-nostra-messina-sul-recente-abbattimento-dei-ruderi-di-largo-avignone/

Messina in diretta: http://www.messinaindiretta.it/la-posizione-di-italia-nostra-sul-recente-abbattimento-dei-ruderi-di-largo-avignone/

 

Raccontare il Medioevo – Presentazione elaborati e consegna attestati

Presentazione elaborati e consegna attestati alle classi IA e IC della Scuola Secondaria di primo grado I.C. “Boer-Verona Trento”

Sabato 25 maggio 2019 alle ore 10:00 presso Sala dell’Accademia Peloritana dei Pericolanti si svolgerà un incontro per presentare i percorsi didattici e gli elaborati meritevoli, realizzati dagli alunni delle classi IA e IF della Scuola Secondaria di primo grado I.C. “Boer-Verona Trento” di Messina in occasione della partecipazione ai concorsi nazionali Raccontare il Medioevo e IN cerca del mio paesaggio.
L’iniziativa, promossa dall’Università degli Studi di Messina, dalla Società Messinese di Storia Patria e dalla sezione messinese di Italia Nostra vuole dare seguito al conferimento di un importante riconoscimento nazionale da parte dell’Istituto Storico Italiano per il Medioevo all’elaborato “Messina. Un porto aperto nel Mediterraneo” scritto dalla classe IF con la guida della prof.ssa Annalisa Raffa. Si vuole, infatti, promuovere l’Educazione al Patrimonio Culturale a Scuola attraverso la conoscenza di buone pratiche didattiche nate nell’ambito dei concorsi nazionali.
Sono previsti gli interventi del Prof. Salvatore Bottari, docente di Storia Moderna presso Università degli Studi di Messina, del Prof. Rosario Moscheo, Presidente della Società Messinese di Storia Patria, già docente dell’Università degli Studi di Messina, della Prof.ssa Germana Giallombardo, referente per l’Educazione al Patrimonio Culturale di Italia Nostra sezione di Messina e del Prof. Santo Longo, dirigente scolastico dell’I.C. “Boer-Verona Trento” di Messina.
Gli alunni delle classi IA e IF presenteranno e leggeranno i loro testi, raccolti in un opuscolo curato dalle docenti Antonella Prestamburgo e Annalisa Raffa e pubblicato dall’istituto scolastico. Verranno proiettati, inoltre, i video realizzati dalle stessi classi IA e IF per il concorso nazionale “IN cerca del mio paesaggio”: Il Cuore di Messina, referente prof.ssa Antonella Prestamburgo e Co-Esplorazioni Urbane, referente prof.ssa Loredana La Fauci. In conclusione verrà consegnato un riconoscimento di merito agli alunni dell’I.C. “Boer-Verona Trento” da parte della Società Messinese di Storia Patria e di Italia Nostra.

Paesaggi terrazzati – visioni globali, prospettive locali

Germana Giallombardo – Annalisa Raffa

Paesaggi terrazzati. Visioni globali e prospettive locali. 

Mostra fotografica e iniziative sul territorio curate da Italia Nostra sezione di Messina

La mostra 

Paesaggi terrazzati. Visioni globali e prospettive locali è il titolo della mostra fotografica che si è svolta a Messina dal 25 settembre al 25 ottobre 2018 presso la Sala Borsa della Camera di Commercio, con il patrocinio dello stesso ente. 

Ideata e curata dalla sezione messinese di Italia Nostra, la mostra è stata allestita dall’associazione culturale Siddharte. Il progetto grafico e la promozione degli eventi sono stati affidati ad Antonella Mangano, mentre ad accogliere e accompagnare i visitatori sono stati gli studenti dell’ITES “A.M. Jaci”, coinvolti in un progetto di alternanza scuola-lavoro. 

Le fotografie esposte sono state realizzate dall’Associazione nazionale Italia Nostra in collaborazione con la Regione Veneto e la Sezione Italiana dell’Alleanza Mondiale per i Paesaggi Terrazzati – in occasione dell’Incontro Mondiale “Terraced landscapes choosing the future”, tenutosi nell’ottobre del 2016. Le immagini, che ben documentano la presenza di questa particolare tipologia di paesaggio rurale in gran parte del Pianeta, costituiscono da due anni una mostra itinerante; per facilitarne la fruizione e coinvolgere anche i visitatori più giovani, sono state affiancate da supporti didattici, ideati dalla sezione locale di Italia Nostra. 

Italia Nostra Messina, allestendo questa mostra in un territorio unico dove insistono, diffusissimi, antichi terrazzamenti con muri a secco, purtroppo spesso in abbandono, ha affidato ai fotografi Antonella Mangano, José Martino e Sandro Messina il compito di rappresentare le nostre ammacie, che da sempre caratterizzano il paesaggio collinare di entrambi i versanti peloritani, ionico e tirrenico. Ai loro scatti il merito di colmare l’assenza del territorio siciliano registrata nella mostra nazionale. La ‘mostra nella mostra’, quindi, ha raccontato ai visitatori la bellezza del paesaggio terrazzato messinese, tra i più interessanti d’Italia, invitando a riflettere sul titanico lavoro comunitario, capace di modellare il territorio e sulle conseguenze dell’abbandono. 

I paesaggi terrazzati caratterizzano tutti quei territori non pianeggianti, montagne o colline in cui c’è stata la presenza stanziale dell’uomo, e rappresentano, quindi, una cultura e una storia plurimillenaria. Si tratta di paesaggi molto rappresentativi dell’Area Mediterranea, del Medio Oriente, dell’Asia, del Sud America e anche di alcune parti meno note dell’Africa. Tuttavia, per la natura povera di questi particolari manufatti e perché i muri a secco necessitano di una costante manutenzione, è difficile ricostruire una vera e propria storia dei terrazzamenti. Si può, però, affermare che in Italia i terrazzamenti fanno parte della nostra cultura più profonda e costituiscono un elemento caratteristico del paesaggio da Nord a Sud.

Una conferma dell’importanza che questa particolare tipologia di paesaggio agrario riveste è data dall’inserimento nel 2018 de “l’Arte dei muretti a secco” nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità, così motivata dall’UNESCO: nei millenni “hanno creato numerosi e vari paesaggi fornendo differenti modalità di costruire case e di organizzare coltivi e allevamenti”, inoltre “hanno un ruolo vitale nel prevenire frane, inondazioni e valanghe e nel combattere l’erosione e la desertificazione del suolo, incrementando la biodiversità e creando le giuste condizioni microclimatiche per l’agricoltura”.

La finalità della mostra è stata senz’altro quella di promuovere la cultura della conoscenza, della tutela e del recupero del paesaggio terrazzato per salvare dall’incuria e dall’oblio il suo valore storico, paesaggistico e umano, altrimenti inevitabilmente destinato a scomparire per sempre.  

Le iniziative

Una conversazione con il poeta e paesologo Franco Arminio sul tema Ri-guardare la Bellezza. Etica ed estetica del paesaggio, condotta da Fulvia Toscano e Mauro Curcuruto (in collaborazione con Naxoslegge), ha dato l’avvio ad un mese di iniziative. Ad introdurre la mostra sono intervenute Liliana Gissara, consigliere nazionale di Italia Nostra, e Antonietta Mondello Signorino, presidente di IN Messina. Nel corso del dialogo con il poeta sono emerse insolite corrispondenze fra la poesia e il paesaggio terrazzato, entrambi risultato di fatica, rispetto, costruzione per raggiungere la bellezza. Un paesaggio addomesticato pietra su pietra, filare su filare, in un rispetto reciproco fra l’uomo e la montagna è una delle immagini evocate dal poeta Franco Arminio che, intrattenendo uno stimolante dialogo con Fulvia Toscano, ha tracciato la strada per uscire dalla crisi del nostro tempo, una strada che parte dal sud dell’Italia, dall’arcaico dei paesi, dai luoghi appartati, schivi e invisibili, dove il vuoto prevale sul pieno e accoglie il sacro. 

Fra le numerose iniziative in calendario: l’escursione Un percorso sulle tracce di antichi terrazzamenti in San Placido Calonerò, coordinata dall’associazione escursionistica peloritana The Greenstone e guidata dalla prof.ssa Anna Maria Prestianni, dal geologo Antonio Gambino e dal botanico Fabio Mondello; la presentazione del volume Il vulcano che pensa con una coinvolgente chiacchierata fra la curatrice, Fulvia Toscano, e l’autrice, Marinella Fiume (evento in collaborazione con il Sabirfest); un corso teorico-pratico sulla costruzione del muretto a secco a cura dell’I.I.S. “G. Minutoli” sez. Agraria “P. Cuppari”, tenuto dal prof. Leo Moleti. 

Ha riscosso un positivo riscontro da parte del pubblico l’incontro Il paesaggio terrazzato nel messinese. Conversazione con un’antichista, un’archivista e un geografo. Sono intervenuti Anna Maria Prestianni, docente di Storia Antica, Rina Stracuzzi, archivista presso il Museo Regionale Interdisciplinare di Messina e Paolo Mazzeo, geografo presso l’Università degli Studi di Messina che, con l’ausilio di documenti epigrafici, d’archivio, fotografici e cartografici, hanno condotto una riflessione interdisciplinare sull’origine e sulle trasformazioni del paesaggio terrazzato. 

I più giovani sono stati protagonisti delle ultime due iniziative, progettate con la finalità di avvicinare i ragazzi alla conoscenza di uno specifico aspetto del nostro paesaggio rurale affinché possano diventare custodi e promotori della sua bellezza. La prima è stata una Conversazione a cura di Legambiente Messina sul tema L’acqua e il paesaggio agricolo peloritano. Hanno animato l’incontro, partendo dal paesaggio terrazzato dei Peloritani, il dott. Giuseppe Giami, già dirigente dell’Ispettorato Dipartimentale delle Foreste di Messina, la prof.ssa Giovanna Allone, esponente della rete degli agricoltori della vallata di Larderia, e il sig. Ferrara, responsabile della biblioteca di studi sociali “Pietro Gori” di Tipoldo. La riflessione su azioni e interazioni tra l’uomo e l’acqua nell’ambito del paesaggio ha condotto la conversazione sul tema delle sorgenti peloritane, sui consorzi acqua delle vallate messinesi, sul variare delle coltivazioni alle diverse quote terrazzate e i relativi sistemi di irrigazione e sulle antiche cultivar resistenti alla siccità. All’incontro hanno partecipato con interesse gli alunni delle classi IIIA e IIIC della scuola secondaria dell’I.C. “Santa Margherita” di Giampilieri. 

La seconda iniziativa ha coinvolto Antonella Mangano in un incontro-intervista con gli alunni della classe IIF della scuola secondaria dell’I.C. “Boer-Verona Trento”. La fotografa, rispondendo alle domande dei ragazzi, ha dato l’avvio ad un’attività didattica di osservazione del paesaggio attraverso l’uso della fotografia. 

La collaborazione della sezione di Italia Nostra con varie associazioni attive sul territorio ha favorito il coinvolgimento di un pubblico ampio ed eterogeneo, sollecitato da proposte variegate e inusuali condotte con un approccio informale e pragmatico. La mostra e le iniziative correlate hanno suggerito una traccia da seguire che è efficacemente sintetizzata dalle parole di Franco Arminio: “se la bellezza dà forma all’ambiente e a tutta l’esistenza dell’uomo che vi abita, la felicità è mantenere l’armonia delle nostre terre”.

LA FORESTA VECCHIA DI CAMARO

domenica 26 novembre 2017
LA FORESTA VECCHIA DI CAMARO
PERCORSO ESCURSIONISTICO

Italia Nostra Messina, con Legambiente Messina e The Greenstone Ass. escursionistica peloritana

In occasione della Festa dell’albero 2017, Italia Nostra-sezione di Messina e Legambiente-Circolo di Messina promuovono il percorso escursionistico “La Foresta vecchia di Camaro”, organizzato dall’associazione peloritana “The Greenstone”.
L’escursione, guidata da Pasquale D’Andrea dell’associazione “The Greenstone”, avrà una durata di circa 5 h. Il percorso previsto sarà di complessivi 7 Km e presenterà dislivelli di 300 mt circa.
Sarà necessario munirsi di abbigliamento adeguato ad una passeggiata nei boschi (scarpe comode, giacca antipioggia, ecc.).