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Diantonella.mangano

Gioiosa Guardia, un sito da scoprire

L’iniziativa, a cui hanno aderito una trentina di partecipanti - di cui molti non soci - ha preso avvio alle ore 18:00 davanti alla chiesa di Galbato, frazione di Gioiosa Marea. Dopo un articolato percorso in auto attraverso strade di campagna che si affacciano sulle Eolie, si è svolta l’interessante visita a Gioiosa Guardia. La serata si è conclusa in un clima di piacevole convivialità presso l'agriturismo “Antico Casale”. 

L'iniziativa ci ha permesso di constatare lo stato di abbandono del sito archeologico, riportato alla luce quarant'anni fa grazie all'intuizione e alla determinazione della nostra nuova socia Natalia Molica Baratta che da allora si prodiga per divulgarne la conoscenza e per tutelarlo. 

Oltre al sito archeologico, fra i più significativi della Sicilia, abbiamo osservato i ruderi della Chiesa di San Francesco e dell’annesso convento dei Frati Minori risalenti al XVIII secolo e sulla rocca sommitale i resti dell’insediamento medievale, abbandonato alla fine del ‘700.

In un contesto paesaggistico fra i più suggestivi della nostra provincia non abbiamo potuto fare a meno di notare la presenza ingombrante di numerose antenne radiotelevisive e di telefonia mobile, il cui impianto in questi luoghi non dovrebbe essere consentito. Alla passeggiata hanno aderito anche alcuni rappresentanti della sezione di Milazzo e del Presidio di IN dei Nebrodi e con cui organizzeremo iniziative comuni per valorizzare il sito visitato. Discuteremo nei prossimi incontri le proposte di alcuni soci in merito alla scerbatura del sito e all'organizzazione di un evento (concerto, spettacolo teatrale, letture, …) da presentare al Comune di Gioiosa e al Parco Archeologico di Tindari per restituire questo luogo alla libera e piena fruizione dei cittadini.  (Foto di Antonella Mangano, Italia Nostra sezione di Messina)

Digiuseppe martino

Sos Chiesa Normanna, l’appello dell’associazione “Pro Mili San Pietro”

L’invito alle autorità ecclesiastiche per rendere fruibile il monumento, con un progetto di restauro dell’intero manufatto, l’esproprio delle aree circostanti e la realizzazione di un parco tematico.

“Nel 2012 – si legge in una nota – il monumento è stato chiuso al pubblico per un’ordinanza di salute pubblica dovuta all’assenza di una recinzione che separasse la chiesa dall’annesso monastero pericolante; questa chiusura, prolungata nel tempo, ha comportato una situazione di degrado aggravata dagli atti vandalici contro il portone cinquecentesco e l’interno; nell’inverno del 2018 a causa del crollo di un muro di una superfetazione del monastero, l’autorità giudiziaria, sovraintendenza presente, decretò la chiusura agli spazi attorno alla chiesa con la collocazione di una barriera in pannelli di ferro, tipo Orsogrill. In questi due anni si sono avvicendati danni dovuti ad atti vandalici ed incedi che hanno costretto la sovrintendenza ed il Comune ad un ulteriore giro di vite, completando l’isolamento del monumento e impedendone l’accesso anche nelle zone non a rischio incolumità con la collocazione di un cancello in ferro nell’arco di accesso alla chiesa, decretando così la preannunciata fine del bene architettonico ed ambientale”.  

http://www.letteraemme.it/2020/02/03/sos-chiesa-normanna-lappello-dellassociazione-pro-mili-san-pietro/?fbclid=IwAR2hTkpYQUW3tiyuXC2Zh71lP_48if0hls4S8OB3FSlexg30dczcIn4ifxo

Diredazione

Un Futuro per il Passato

Storia e miseria dell’archeologia urbana

Il Prof. Mario Tonelli, rimane bloccato in autostrada a causa di un incidente e non arriva alla conferenza.

Federico Martino apre i lavori e conduce il dibattito coinvolgendo il Soprintendente …, … ed altri numerosi partecipanti.
Il dibattito si é imperniato sulla necessità che a Messina venga stimolata la sensibilità verso l’archeologia urbana che è tutt’altro che carente e sulla opportunità di creare un museo archeologico Messinese.